sabato 31 dicembre 2016

La lista dei gatti buoni che non hanno buttato giù l'albero di natale

L'automobile ha accostato al marciapiede e Bud Spencer e la principessa Leila sono saliti dietro. Al volante c'era un sorridente Joe Dever. Attaccato allo specchietto retrovisore un D20 di peluche.
Poi così com'era arrivata la macchina se n'è ripartita, ed io ho sentito che loro tre c'erano ancora da qualche parte, ma anche che non c'erano più.
Come i miei 40 anni.

Ho scritto questa intro lo stesso giorno che Leila è salita su quella macchina, per il mio solito post dei migliori titoli giocati durante l'anno. Il post era pronto a parte alcune limature che contavo di fare.
Poi ha cominciato a piovere merda. Nella mia vita. Un vero acquazzone.

sabato 24 dicembre 2016

Per innamorartene basta un'ora

Il primissimo piano di copertina è di OcchiDiCristallo, che si è concessa per lo scatto dietro le carte trasparenti di Imagine, dopo un paio di giri al gioco e un caffè col Baileys. Ci siamo ritrovati qualche sera fa per lo scambio dei regali di Natale. Abbiamo mangiato tartufi al cacao amaro e fatto indovinare "Fare un buco nell'acqua" e "Amore a prima vista" con le carte di Imagine, ed i bambini seduti sulle ginocchia.
Con OcchiDiCristallo, Gigante, io e Francy abbiamo un gruppo whatsapp. Si chiama sportivamente "I 2 belli e i 2 simpa". Il nome l'ho scelto io.
Come ho già raccontato OcchiDiCristallo e il Gigante sono due Adamo ed Eva della specie umana. Ma non sfoggiano quella fastidiosa finta modestia di alcuni belli e fotomodelli, quindi quando ho chiesto a lei: "Posso farti un primissimo piano degli occhi per spezzare un po' di cuori fra i lettori del blog?" , lei non mi ha risposto "Maddai, Andre, che dici, che oggi sono orribile".
Mi ha risposto: "Okay".

martedì 13 dicembre 2016

Il capodanno danno

A cinquant'anni dirò basta con l'alcol e con la droga, e festeggerò in una discoteca piena di puttane, mi disse uno dei miei migliori amici scaldando un pezzetto di fumo nel palmo, il primo capodanno che passavo fuori casa, a 16 anni.
I miei sapevano di potersi fidare.
Effettivamente io non fumavo nè prendevo droghe, giusto un po' di tequila per stare allegro [non conoscendo i superalcolici avevo sposato quello col nome più esotico], ma i miei amici erano parecchio più sportivi, e prima di mezzanotte si erano già tutti vomitati il fegato e dormivano sdraiati sul pavimento ghiacciato, tranne il cugino del padrone di casa, addormentato seduto sul water fino al mattino del 1° gennaio, con pantaloni e mutande calati alle caviglie. Il padrone di casa ci aveva interdetto l'accesso alla camera da letto dei suoi, ma a notte fonda faceva così freddo che io vi sgattaiolai dentro lo stesso, e mi infilai sotto la montagna di giacche a vento gettate sul letto. Dormii caldissimo.

martedì 6 dicembre 2016

Assemblea straordinaria dei lavoratori

In qualità di RSU di stabilimento, alla luce della recente pubblicazione da parte di What's Your Game & Red Glove per l'Italia del gioco da tavolo Railroad Revolution, riteniamo sia nostro dovere far conoscere agli altri lavoratori quanto segue:
1-che nel gioco si fa chiaro riferimento a LAVORATORI BIANCHI come a LAVORATORI NON SPECIALIZZATI
2-che nel gioco sono presenti altre 4 classi di lavoratori: LAVORATORE VIOLA (CAPOSQUADRA), LAVORATORE ARANCIO (CONTABILE), LAVORATORE GRIGIO (NEGOZIATORE), LAVORATORE TURCHESE (INGEGNERE)
3-che nel gioco sono presenti azioni che permettono di scambiare un lavoratore di un colore con uno di un altro colore, ma detti scambi avvengono solo e soltanto: bianco in favore di un colore e MAI il contrario, come se i lavoratori bianchi fossero qualcosa di cui è meglio liberarsi !

sabato 3 dicembre 2016

Castelli infestati e Gas mostarda

Stefano Zeta mi scrive che sarà a Torino una settimana per lavoro, e che nel suo portafogli avanzano proprio cinque euro per offrirmi una birra. Prenoto un tavolo al Jolly Joker con Viking e Redbairon.

Quella settimana succedono diverse cose. Anzitutto litigo in un bar torrefazione che frequento da anni, e che fa il marocchino col gianduiotto della Caffarel tuffato dentro. Litigo con il titolare. Beh, non un vero e proprio litigio. I fatti: prendo il famoso marocchino col gianduiotto che è anche prova dell'esistenza di Dio, e al momento di pagare tiro fuori una banconota da 50€. Lui si piega sotto il bancone e tira fuori la macchinetta per controllare i soldi falsi, fa spazio sul bancone spostando vari contenitori di cioccolatini, collega la macchina alla corrente elettrica, e mi scansione la banconota.
Quando fa per darmi il resto, gli chiedo: "Mi passa anche le banconote che mi dà di resto?".
Mi risponde: "Ma sono buone. Se sono qui dentro vuol dire che le ho già controllate"
Io: "Sì, ma il punto è che se lei non si fida di me al punto da smontare mezzo bancone, non vedo perchè io invece dovrei fidarmi di lei".

mercoledì 30 novembre 2016

Hangout + Podcast


Non parlavamo di giochi?
Sono stato invitato a partecipare a un paio di appuntamenti interessanti, che vi ricondivido qui per comodità e senso della cronologia.

VIDEO -> Recensioni Minute
Hangout in notturna, molto corposo nei suoi +70 minuti di video, sul tema "Recensioni alternative", che ha visto TeOoh di Recensioni Minute coordinare la live con Andrea Bianchin di Sgananzium, Aghzaroth di Giochi sul Nostro Tavolo, Ditadinchiostro di Gioconauta, e il sottoscritto nel notturno del suo cucinino.

PODCAST -> Il Dado Incantato
Come sapete sono un divoratore di podcast e vado a dormire con gli auricolari.
Sono follower del Dado Incantato, di Paolo Bianchi e Federico Latini.
Tema della puntata: l'educazione attraverso il gioco da tavolo.Con interventi di Chrys di Giochi sul nostro tavolo, lo Sgargabonzi, Andrea Bianchin di Sgananzium, e Andrea "Ludologo" Ligabue.
Nota: il mio intervento dura 2 minuti d'orologio ma vi consiglio tutta la puntata perchè ricchissima di spunti.

giovedì 24 novembre 2016

Omo de plancia

L'omo de plancia si colpisce l'addome con una sberla, facendo saltare in aria token e tessere. Sovrappeso medio, tendente al cinghiale, dalla stazza seria, da vitello ingrassato per il ritorno del figliol prodigo, e cerebrale tipo Jung nella paralisi d'analisi e psicanalisi degli avversari, l'omo de plancia pesca un tessera di carcassonne dal sacchetto e se la infila in bocca. Mastica. Anzi rumina.
Non lo dice a caso: "Apparecchiamo un gioco", perchè ogni gioco è pasto e pietanza, che lo fa vivere e insieme lo ingrassa, allargandogli il giro vita e accorciandogli la vita. Sono le scatole a divorarlo, non il fumo, l'alcol e le donne. Le scatole lo defustellano un'arteria alla volta col colesterolo.
Perchè dentro ogni omo de plancia si nasconde un bambino che è stato filler, magro, denutrito dai monopoli infiniti, nutrito a tombolate di capodanno e cucchiaiate di olio di fegato di merluzzo. L'infanzia fra gli insetti: l'ape maya alla televisione, le formiche incendiate con la colla nel cortile sotto casa, e lo Scarabeo sulla tavola.
L'omo de panza ha bisogno della sua plancia, prominente come il suo addome che sborda sempre più oltre la cintura, fino a inghiottirla fra le carni come un blob, condannato in un Clark Kent che non diventerà mai superman.

venerdì 18 novembre 2016

GiocaTorino 2016 : coinvolgerne uno per educarne cento

Quelli del Giocatorino i dimostratori li addestrano in un call center alla periferia di Napoli.
Devono telefonare ai clienti con l'adsl in fibra e convincerli a tornare al modem 56k. Dopo sei mesi intensivi di "Chillu strunz e patet" sono pronti: saprebbero convincere un gatto a non leccarsi il pelo.
Così quando arriva il GiocaTorino La Manifestazione che si tiene ogni anno al centro commerciale 8 Gallery del Lingotto, fra negozietti tempestati di led e swarovski, e hostess tacco 12 e vaporizzatrici di profumi sui polsi, i dimostratori del GT dragano lo struscio dello shopping come le reti a strascico.

domenica 13 novembre 2016

I boss di Zombicide Black Plague dipinti dal Vikingo

La pizza con le famiglie è un pretesto, e anche lo scambio dei doppioni dei Megapopz degli Avengers collezionati con soli 580€ di spesa al Carrefour per i figli. Il vero motivo sta nella mia borsa, portata con molta faccia di tolla come succede col cugino appena sposato che poi si presenta a casa tua con la 24ore in pelle con le foto del matrimonio.
"Combinazione ce l'avevo dietro..."
Poi a metà serata il Vikingo mi porta in veranda, adibita a laboratorio di pittura e montaggio per miniature e scenari 3D.
Allineati sul tavolo i boss di Zombicide Black Plague.
E allora, che diamine, si prende il cellulare e si parla a cappella.

https://youtu.be/AdqdhD1XzK4

Trovate Zombicide Black Plague su Magic Merchant

giovedì 10 novembre 2016

Dei quattro il più bravo era l'orco

Casa di Raistlin è un percorso SPA e benessere completo, per i gamers stressati e con chakra ingorgati che vogliano staccare la spina, il modo più semplice per levarsi e lavarsi di dosso il fango spalato quotidiano, e spalmarsi invece il fango buono, quello termale e sulfureo più di Bonora, e ritrovare la propria verginità.
Redbairon dà pacco, guadagnandosi il nickname provvisorio di RedPacco.
Viking mi passa a prendere in macchina.

Come al solito non sappiamo a cosa giocheremo, e non è previsto che si porti noi le scatole da casa: è come andare a messa la domenica mattina portandosi dietro le ostie da casa, qualcosa fra il blasfemo e il simoniaco, inferno praticamente garantito.

giovedì 3 novembre 2016

Io sono in vendita

Torino è sempre la stessa anche nel 2020, a parte i cani robot.

Lavoro sul marciapiede accanto a Cameron, che si definisce una prostituta mistica, perchè ascolta Battiato e perchè si cura il raffreddore con l'astragalo.
E' un po' invidiosa perchè ho più clienti di lei senza avere la sua quarta di seno e le sue calze a rete.
Gli anabbaglianti delle macchine scandagliano i controviali, fra decine di minigonne in plastica e il mio solo impermeabile scuro.
L'ennesima ristampa di una Lancia Delta rallenta e si stacca dal traffico.
"E' per me" scommette Cameron, e scommette male.
La macchina mi accosta davanti, con le quattro frecce, e uno Snoopy di peluche appeso al retrovisore.
Al volante una donna sui quaranta, truccata con cura, orecchini a cerchietto, niente fede sull'anulare sinistro.
"Ciao" mi sorride cercando le parole giuste.
"Ciao. Vuoi un po' di compagnia?" le chiedo chinandomi sul finestrino, in modo che possa vedere la mercanzia che sborda dalle falde del mio impermeabile.
Intravede la scatola di Citadels di Faidutti, e un Fantascatti ammiccante ancora nel cellophane.
Si lecca il gloss dalle labbra.
"Quanto?" mi chiede
"50 per un filler. Possiamo metterci dietro il benzinaio, è un posto tranquillo"
"E quanto mi costerebbe se ti volessi per tutta la notte?"

mercoledì 26 ottobre 2016

Destare i morti

Nella mia personale classifica delle cose per le quali vale la pena alzarsi dal letto la mattina, la grappa in tazzina si trova appena sotto il "Te l'avevo detto" e le donne col pigiama con gli orsetti.
Consiste nel prendersi un caffè espresso in tazzina, lasciar raffreddare la tazzina vuota, e poi versarci dentro una lacrima di grappa per raccogliere le ultime note dell'arabica e il deposito dei granellini di zucchero.
Non risparmiate mai su tutto ciò che vi accorcia la vita. Giacchè vi fa male, comprate il veleno migliore dello scaffale e godetevelo. Risparmiate poi col 3x2 sulla magnesia, o sui farmaci omeopatici bevendovi invece un buon bicchiere d'acqua recitando un paio di abracadabra.
Quella sera mi ero presentato con una bottiglia di acquavite ingiallita nel rovere, e una scatola sotto il braccio.
"Un gioco?" mi avevano chiesto, e io avevo spiegato la differenza fra grappa e acquavite.
Non che sia un esperto. Ma conosco molti modi per accorciarmi la vita.

sabato 22 ottobre 2016

Il cane col fucile è morto

Flipper aveva due grandi passioni: il suo padrone e i giochi da tavolo.
In questo senso era un cane speciale, perchè tutti odiavano il suo padrone, persino l'alopecia si era trasferita sulla testa del vicino di pianerottolo.
Flipper si accucciava accanto al suo padrone, e lo guardava giocare in solitaria ai giochi da tavolo, per ore, sempre solo come un cane, e forse proprio quella vicinanza canina li aveva legati.
Flipper era un cane educato, e non  rimarcava mai una brutta mossa del suo padrone, al contrario scodinzolava quando entrava una combo e abbaiava forte quando il suo padrone alla fine vinceva [o quando in cortile passava un gatto].

mercoledì 19 ottobre 2016

Matrioska di incubi

Introduzione

Viaggiamo nel tempo grazie ai cinesi, che nel 2023, anno della Lepre stando al loro oroscopo, hanno scoperto le "sacche".
La prima sonda a viaggiare nel tempo fu 玻璃球 (trad. Sfera di Vetro) , poco più di una macchina fotografica montata su un giroscopio montato a sua volta in una sfera di plastica trasparente. Fu spedita nel 2008 dagli stessi scienziati che l'avevano realizzata, con pezzi di macchine fotografiche e una memory card di quegli anni, nel caso qualcosa fosse andato storto col rientro. Non successe. La macchina fotografica si materializzò a 12 metri d'altezza all'esterno dello Stadio Nazionale di Pechino durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, roteò su se stessa scattando foto in tutte le direzioni, e poi scomparve un attimo prima di frantumarsi al suolo. Il primo viaggio nel tempo della storia durò 4 secondi.

giovedì 13 ottobre 2016

[PILLOLA DEL GIORNO DOPO] Indabox per chi compra giochi su internet

Destinatario assente al primo passaggio.
[MA SE ERO A CASA IN MUTUA!!!]

Destinatario assente al secondo passagio.
[MA ALLORA COSA L'HO SCRITTO A FARE IL MIO NUMERO DI CELLULARE SE TANTO POI NON MI CHIAMATE??!?!]

Pacco in giacenza. Il pacco potrà essere ritirato in [ORARIO LAVORATIVO] presso l'ufficio postale in via [PIENO CENTRO] angolo [ZONA A TRAFFICO LIMITATO], provincia di [NON C'E' PARCHEGGIO].

Non so a quanti di voi è capitato, di trovare fogliettini di avvenuto passaggio del corriere incollati sul proprio citofono, e poi di rincorrere il proprio pacco fra un ufficio postale all'altro.

martedì 11 ottobre 2016

La questione francese

La nostra è una partita legacy. Lungo il nostro cammino sono previsti degli imprevisti. Peschiamo dal sacchetto i nostri segnalini calamità quotidiani. Ed elaboriamo il lutto con un Tocca a te.
Venerdì notte pesco un segnalino bidet.
Un minuto prima di andare a dormire, scopro che nel bagno c'è acqua sul pavimento, lungo il muro, nelle fughe fra le piastrelle, dietro i sanitari. Asciugo tutto e apro i rubinetti uno alla volta per individuare la direzione della perdita. L'acqua esce impietosa allargandosi da sotto il bidet. Deve essersi rotto il sifone oppure si è solo svitato o magari una piccola guarnizione allentata. Provo a colpire il sifone con la mano aperta, un paio di volte, come fa mio padre col router quando internet è lento, il gesto disperato di chi non sa che pesci pigliare.
Il mattino dopo telefono a mio cugino idraulico col quale ho un conto POG aperto.
"Sono incasinatissimo, Andre, non posso passare da te prima di 8-10 giorni, fino ad allora devi resistere".
Okay. Razionalizziamo.
Ci sono un sacco di persone che vivono benissimo senza bidet in casa, e senza arrivare alle capanne del continente nero, prendi i francesi che stanno dietro l'angolo, che saranno mai 10 giorni senza bidet, basta fare molte docce.

martedì 4 ottobre 2016

La sera ero stanco, sarà stato il pranzo

Una volta il dungeon crawler era tutta campagna e i treni per Snowdonia arrivavano in orario.
Sono uno che parte prevenuto. Frequento bar con bariste della porta accanto, che non hanno risposto all'annuncio: "Cercasi ragazza di bella presenza ", requisito richiesto da un titolare che pensa di far cassa così, assumendo con contratto d'apprendista a termine un sedere di marmo che mi distragga da un caffè mediocre e da una brioches del giorno prima.
Sono sempre diffidente con i giochi di miniature perchè temo sempre siano SOLO miniature, che il resto sia puro contorno, brioches del giorno prima.
Mi concedo deroghe. Con le bariste e i giochi.
Mi piace Assalto Imperiale.
E mi piace la barista del bar della Coop. Allungo di 5 minuti per andare a prendere il caffè lì, sia per la treccia di sfoglia con noci pecan e sciroppo d'acero, che per lei.
Magra, capelli neri corvo legati in una coda schiaffeggiante, di quelle ragazze talmente belle che hanno  imparato a non dare neanche un grammo di confidenza, perchè gli uomini sono dei fenomeni a costruire castelli anche solo su un "Cacao nel cappuccino?".

martedì 27 settembre 2016

Tramontate stelle

Passo dai miei perchè dovrebbe essere arrivato il pacco col gioco.
Non ho portineria a casa quindi  quando compro su internet distribuisco pacchi in giro: genitori, amici, negozio di mio cognato, un po' per uno, per non rompere le palle sempre allo stesso.
Passo dai miei per il gioco e ne ricavo due fotocopie e del soffritto.
A certe cose non pensi, quando compri casa, tipo che gli inquilini del tuo palazzo, le persone che incontri nelle scale e con le quali chiacchieri del tempo: Ha sentito che acquazzone è venuto giù stanotte?, un giorno smetteranno di pagare il riscaldamento, e l'Iren chiamerà l'amministratore e l'amministratore chiamerà te e gli altri condomini virtuosi, per dirvi che sì avete pagato ma c'è uno scoperto di 12.000 euro, che se non saldato i termosifoni resteranno freddi e ghiacciati, altro che teleriscaldamento. 
Capita ai miei, così mio padre mi consegna due fotocopie dell'amministratore, da far vedere a TassoRosso che è avvocato per un consulto POG [Per Ora Grazie], insieme a un tupperware di soffritto di mia madre. Con mia madre ci sono ricascato, le ho chiesto se mi preparava un po' di soffritto e sono due settimane che mi riempie di barattoli e Bormioli, che ho il terzo ripiano del freezer tutto a soffritto. Ci provo a fermarla ma lei mi risponde: "Beh, quello che non usi regalalo a qualche tuo amico". Quindi ora quando vado da amici mi presento col soffritto, invece della bottiglia o della solita vaschetta di gelato.

domenica 25 settembre 2016

Magic Merchant sponsorizza il Dado Critico

Magic Merchant è un negozio online, il titolare [giocatore di Magic infognato quanto me ai tempi dell'università] ha cominciato timidamente su ebay nel lontano 2003 [http://stores.ebay.it/MAGICMERCHANT78] con le carte di Magic The Gathering [Redbairon ci comprava quelle di Ravnica, prima di diventare una persona cattiva], diventando poi negli anni il primo negozio d'italia per feedback, nel suo settore.
Nel 2011 ha esteso il suo catalogo ai giochi da tavolo, e ora vende un po' di tutto: giochi di carte, da tavolo, bustine, mazzi e accessori vari.
Mi ha contattato la settimana scorsa in veste di lettore del blog e mi ha proposto una sponsorizzazione. Ne è seguita una chiacchierata telefonica [durante la quale abbiamo parlato più di Commander di Magic che della sponsorizzazione].
Comunque.
In soldoni continuo a fare quello che faccio, e metto il link del negozio al fondo dei miei post, a fronte di vantaggiose condizioni per me a comprare nel suo negozio.
L'offerta era molto buona [molto più buona di dove compro di solito] il negozio anche e ho accettato.
Quindi da qui in poi troverete il link di Magic Merchant al fondo dei miei post.
Tappa 3 foreste -> Metti in gioco una creatura Sponsor 5/5 con Travolgere
https://magicmerchant.it/

mercoledì 21 settembre 2016

Determinare il primo giocatore: vince CHWAZI

Beati i primi, perchè figli prediletti di CHWAZI il Misericordioso.
Era nell'aria, che ronzava da un po' come una mosca cavallina, l'avevo già adocchiata sugli altri tavoli delle ludoteche, la tecnologia che avanza, finchè l'avevo abbracciata anch'io stesso e medesimo, perchè ludico medio e mediocre, e luddista soltanto a parole.
Quindi ho sondato e sondaggiato fra le abitudini di una 50ina di giocatori mal contati, che vuol dire una 50ina di gruppi ancora mal contati e diversamente dislocati sul territorio, sul come si determina il primo giocatore.
E nel mio sondaggio più spartano di Leonida, Chwazi Finger Chooser, app gratuita per cellulari Iphone e Samsung che toglie l'impiccio appoggiando l'indice sul display, schiaffeggia sul culo, come in certi porno, il lancio di dado, troppo sicuro di sè, e la conta dell'ambarabaciccicoccò in tutte le sue varianti, che forse pensava di essere intoccabile con un curricula di +40 anni di servizio, e persino il blasonato Pugno Pieno di Token, in uso persino nel raffinato circolo di Marsiglia Les Amis du Puerto Rico, nel rituale quotidianserale per individuare il primo giocatore.

venerdì 16 settembre 2016

Intervista a Rossano Piccioni [THE CANNIBAL FAMILY]

Non riesco a dormire. Neanche in vacanza. E' la sveglia mentale dell'ufficio puntata sugli altri 350 giorni dell'anno, un orologio nucleare ad atomi di itterbio che non perde un secondo in quindici miliardi di anni.
Mi sveglio alle 06.00 pure al mare, e vado a leggere al bar, ecco come faccio a far fuori cinque romanzi in quindici giorni.
Una mattina che sono lì al bar con "The curious incident of the dog in the night-time", scopro che la Edizioni Inkiostro, che pubblica THE CANNIBAL FAMILY, il controverso fumetto splatter che "mangiane ancora Sam", sta a pochi isolati. Pago il cappuccino ed esco.
La sede della Edizioni Inkiostro non sta sul lungomare e neanche sulla via principale.
Defilata.
Devi trovarla. Se credi.
Il negozio accanto vende accessori per la pesca. In vetrina due grossi ami formano un cuore, per tirar su pescecani, o uomini per la pelle, come ne L'uomo chiamato cavallo.

mercoledì 14 settembre 2016

Sedurre una lettrice di gialli

"Che ne diresti di venire a casa mia a vedere....
Okay. Fin qui te la sei giocata bene col ristorante e i complimenti sul vestito [le hai detto: "Ti sta molto bene" invece di "Ti mette in risalto le bombe"], ma ora con quella frase sul fine serata a casa tua ti sei messo in equilibrio su un bicchiere pieno di nitroglicerina, pensa bene a come la finirai quella frase, che la lettrice di gialli è una donna diffidente per natura e fiuta i cazzari come gli squali una goccia di sangue nel mare. 
...la mia collezione di libri gialli".
Meno peggio del previsto, concesso, almeno non le hai detto "collezione di farfalle" o "dvd di Van Damme" ma non pensare di cavartela così a buon mercato, di fare un giro una mezzoretta prima alle bancherelle di piazza Arbarello e fare il pieno di gialli Mondadori pescando a caso fra quelli usati da 1 euro cadauno.
La lettrice di gialli impiegherebbe cinque minuti d'orologio a sgamarti, non trovando alcun filo logico fra un autore e l'altro, fra un genere e l'altro, perchè il giallo ha mille sfumature come certi camaleonti.

mercoledì 7 settembre 2016

La Grande Farsa

Sono un cattivo padre. Nonostante le mie buone intenzioni. Buone intenzioni che - giusto dirlo - non mi salverebbero in un regolare processo. Sono un manipolatore. Sono il burattinaio della Grande Farsa, come la chiamo io.
E tutti i giorni metto in scena il mio piccolo show di menzogne, con l'unico scopo di ingannare mia figlia.

Nel mio circo sono l'unico artista, le mie specialità sono il raggiro, la manipolazione, il mentalismo, e la mia casa è la casa degli specchi.
E se tutto andrà come deve andare, alla fine, alla fine di tutto, mia figlia sarà una giocatrice.

lunedì 5 settembre 2016

No More Mecha Salad

Non sono un fumettista (e si vede) ma ogni tanto, dopo una serata, scarabocchio qualcosa con la penna e poi mando ai soci via whatsapp, per continuare lo sfottò e il perculamento da dopopartita.
Potete facilmente riconoscere i protagonisti ^_^

martedì 30 agosto 2016

Se son rosenberg

"Bollino nero: ecco i giorni sconsigliati per mettersi in viaggio".
Non riesco proprio a rinunciarci, ai consigli autostradali del giornalista colonnello che, ospite al Tg, fra un camogli a 4.90€ e il filmato verdognolo di una webcam puntata da un cavalcavia, spiega:
"Evitate di mettervi in viaggio nel weekend di ferragosto".
Ne avrebbe altre di queste perle in quel carniere madreperlato da nonna ottuagenaria conservata nella grappa, e non solo il celeberrimo non salare se hai già messo il dado, ma anche: non colpire un alveare di vespe con un bastone, non bucarti le vesciche, e non provare a fermare le fruste del frullino mettendoci l'uccello.
Ma è parco di saggezza, il colonnello dell'Ativa, sparagnino di ovvietà: distilla poco e parecchio stitico.
E un po' mi spiace fallire puntualmente le sue raccomandazioni, ma a noi le ferie ce le danno, l'ufficio intendo, che o si fa la prima e la seconda settimana di agosto, o la terza e la quarta, e ferragosto puntuali allo svincolo di Borgo SanLazzaro ce lo ciucciamo m a t e m a t i c a m e n t e , a scelta giusto se all'andata o al ritorno.

giovedì 11 agosto 2016

Quest'atomo opaco del male

Il cartello, ingiallito dal tempo e dalle numerose manate involontarie, perchè appeso sul portoncino di ingresso proprio in prossimità della maniglia e della sua traiettoria di piegatura, vietava l'ingresso nello stabile ai questuanti, ai venditori porta a porta e agli indagatori dell'incubo. Quest'ultima era un'aggiunta personale e a penna biro, di Emanuello Mancuso, un tempo insegnante di matematica delle medie e ora pensionato e lettore di quotidiani a sbafo al bar, che viveva sullo stesso pianerottolo con un gruppo di studenti del politecnico che il giovedì sera giocavano a D&D con gli amici.
"Quelli fumano canne!! Ci portano la droga nel palazzo, altro che Dylan Dog!"  si lamentava nelle assemblee con gli altri condomini, cercando alleati per far intervenire l'amministratore, e mal interpretando il D&D con alcuni ricordi sbiaditi dei suoi studenti delle medie negli anni '90.
La sua crociata personale, messa all'ordine del giorno accanto all'acquisto di un nuovo zerbino di cocco per l'androne, veniva puntualmente diluita dall'intervento, caparbio e pervicace, di una vedova e carampana doc del primo piano, che faceva la perpetua nella parrocchia di quartiere, e che riproponeva ogni volta l'aggiunta di un secondo cartello affisso sul portoncino: "Ai Testimoni di Geova: non siamo interessati ai vostri discorsi, NON SUONATE, grazie!" [ed esibiva preventivo di cartello in bachelite del costo di 13€]

giovedì 4 agosto 2016

[Pillola del giorno dopo] Quando canti a squarciagola che ti manca solo Macao

Leggo la mail solo la mattina dopo a colazione: uno del Giocatorino vende Rum and Pirates di Feld, e visto che i Giullari mi hanno attaccato questo gibbone che i Feld bisogna collezionarli tutti se no è peccato mortale, e a me mancano giusto i titoli più vecchi, gli scrivo per incontrarci usciti dall'ufficio.
All'appello, appunto, me ne mancano proprio una manciata sparuta e scopro che nella sua collezione Willy ha anche It Happens (che credo in Italia ce l'abbiano soltanto i Giullari e un collezionista agorafobico di Crotone) e Arena II , che avevo adocchiato una sera a casa di Chiarvesio ma Mister Kingsburg non ha ceduto nè alle lusinghe del mio denaro nè alle mie promesse di parlar solo bene dei suoi titoli che a questo punto sono invece tutti da bruciare nell'inceneritore e poi danzare nudi sulle ceneri.

martedì 2 agosto 2016

Ti chiami Alessandro

Non voglio darti dell'arrogante, Alessandro, benchè nelle note appuntate i giorni seguenti - la mia abitudine di salvare considerazioni e aneddoti post partita su scontrini e tovagliolini da bar prima della settimanale messa in blog - io abbia scritto proprio così: "Alessandro si impone con arroganza", ma concedimi  almeno di far riferimento al tuo palese protagonismo, considerato che in 15 giorni che sei nato già hai un titolo e un post dedicato sul mio blog. Dubito che queste righe rimarranno online 6 anni, il tempo che ci vuole perchè la scuola ti insegni a leggerle, visto che considero già un mezzo miracolo esser arrivati fin qui, forte di un'incostanza che mi ha fatto abbandonare lo judo prima del raggiungimento della cintura gialla [che la bianca te la regalano quando ti iscrivi]. Confido quindi che sia tuo padre, il Vichingo, a leggertele, e che ti spieghi anche un po' chi sono io, quello che l'altra sera, quando siamo andati a mangiar la pizza a Venaria Reale, ti ha preso in braccio e ha commentato "Uhu, un Vichingo in miniatura!".
Eravamo due: io e Redbairon. Io ero quello con la macchia scura sul mento. Red quello brutto.

martedì 26 luglio 2016

Mi consigli un gioco di carte da 10€ da mettere in valigia ?

Te ne consiglio 4 perchè la crisi avrà smagrito le vacche grasse ma non la voglia di sedersi attorno al tavolo con gli amici, che si tratti della canicola a Torino che delle braci nelle grondaie d'abruzzo, e perchè se c'è una morale nella parabola della coperta corta e della mutanda stretta e della valigia piccola, è che non puoi inventarti centimetri che non hai.
C'era un compagno alle superiori, che si vantava di avere un piccolo estintore rosa fra le gambe, per quel bisogno di gigantismo gulliveriano tipico dell'adolescenza. M. sponsorizzava il proprio astuccio di pelle aumentandolo di 1 centimetro a racconto, così che alla fine della quarta aveva raggiunto le dimensioni di un cobra. Credo vivesse nell'ansia di essere scoperto.
La valigia delle ferie, invece, è motivo frequentissimo di divorzio dalla moglie e separazione con addebito almeno quanto il non abbassare la tavoletta del gabinetto, le battute sul culone della suocera e porn hub sgamato nella cronologia di firefox.
"Non la starai riempiendo di giochi!" ti sgama intento a placcare la valigia sul letto sotto il peso del tuo corpo tipo wrestler ma fuori forma e fuori tecnica, mentre cerchi di chiudere la cerniera periferica sulle scatole dei cani zombie di Zombicide.
"Solo un paio" rispondi piccato nell'orgoglio e beccato col sorcio umbrella infetto in bocca (ma non era in bagno?!?)
Rovesciata sul letto alla rinfusa, tutta la roba che hai tirato fuori dalla valigia per far spazio.
Tua moglie prende il phon e te lo punta contro a mo'di ferro di Callaghan.
"Il phon della bambina?!!?!?"
"Non è la prima volta che lo sentiamo, sarai d'accordo, che d'estate bisognerebbe farsi un bel taglio corto da mare, che in spiaggia poi dove lo attacchi il phon e con i capelli bagnati alla bambine le viene male alle orecchie".
Frittata rovesciata carpiata di faccia al pavimento sapendo di mentire.

martedì 19 luglio 2016

Divulgazioni quotidiane in 8 minuti

Siamo nati per vincere. O meglio: veniamo al mondo con la pretesa di vincere, di salire sul palco a ritirare il premio sotto scroscianti applausi e lanci di reggiseno. Perdere non è nella nostra natura, non fa parte del nostro codice genetico. Soffriamo perchè la sconfitta non era prevista, perchè non era a budget, trattasi di extracapitolato non richiesto.
Se avete figli sapete cosa intendo.
I bambini non sanno perdere nè gestire le proprie emozioni quando accade. Piangono di sincera umiliazione. La sconfitta li getta nello sconforto, si sentono privati di un diritto, del diritto imprescindibile alla vittoria e al successo.
Gli adulti dissimulano. Più o meno male. Anni dopo la scoperta della verità, continuano a non saper perdere, quindi abbozzano, abbarbicano sugli specchi, cavillano e questionano sulle ragioni della sconfitta, eccepiscono su questo e quello, pretendono la moviola in campo e il riavvolgi nella vita, e ogni tanto prendono a sprangate il tifoso dell'altra curva o rubano la posta del vicino di casa con la moglie più figa o piantano un chiodo sulla portiera della macchina del collega d'ufficio che fa carriera: il loro modo di sbattere i piedi.

Dado vs Chrys



Vi segnalo il report di Chrys su Giochi sul Nostro Tavolo, a proposito di una serata passata insieme, durante la mia settimana annuale di Ramadado.
http://pinco11.blogspot.it/2016/07/una-dadolata-di-giochi--serata-col-dado-critico.html
I titoli giocati:
- Onitama
- Quarto!
- Turbo Taxi
- Flick'em Up
- Hive
- Akrotiri 
Fra le birre bevute l’IPA Mc Gargles, linea della quale ho preso tutto perché “con etichette ben ambientate”.
Report molto divertente.
Grazie della serata, Chrys.

martedì 12 luglio 2016

Maratona 24 ore Stefan Feld

Moglie e figlia al mare, ossia la mia consueta settimana annuale di regressione dallo stato di uomo a quello di cinghiale a bagno in una pozza di fango.
Per non correre rischi sulla purezza del suino alla zanna e al garrese telefono al Giullare, che di animali ipertricotici e pezzati nel pelo e nell'ascella se ne intende, e che infatti va subito dritto al sodo: "FELDATHLON", ovvero una verticale di 24 ore di titoli di Stefan Feld senza alzare la testa dal tavolo, con teku di birre artigianali del Birrificio del Borgo e Birrificio della Granda, e la famosa Cheesecake Bloody Queen preparata dalla Giullaressa nella cucina sconsacrata di un ex convento di suore impazzite [avevano costruito il convento su un ex cimitero indiano].

giovedì 7 luglio 2016

Il momento del rancio

Se solo la vostra curiosità avesse preso il sopravvento, lo scorso sabato, sul comprensibile bisogno di rinfrescare il luglio in montagna - salvo poi sudare il doppio spennellando col rosmarino sulle costine sfrigolanti accampati con una tovaglia nei prati, mentre tafani e zanzare vi crivellavano le caviglie - e  vi foste sporti oltre il cavalcavia di corso Dante Alighieri e aveste spinto la piccola porta a vetri del Jolly Joker Cafè, avreste trovato:
1- Walter Obert intento a distribuire parrucchini-toupet da fissare sul mento con l'elastico per aumentare l'immedesimazione con i les poilus della versione originale del gioco

martedì 28 giugno 2016

La mia esposa stava al fiume

Mio padre stava via tutta la settimana e così mia madre, dopo il turno all'ospedale, mi portava al cinema, di lunedì pomeriggio perchè costava meno.
Dovevamo prendere 2 pullman perchè vivevamo in periferia e perchè mia mamma non aveva la patente.

.....

Ci incontriamo davanti all'ospedale Sant'Anna. Valentino mi spiega che sono lì per un'ecografia e che oramai manca davvero poco. Elisa è già dentro.
Parliamo un po' di giochi e di poppate notturne, davanti alla mia macchina in doppia fila con le quattro frecce e il bagagliaio aperto.
E infine scambiamo, 3 dei miei giochi per il suo Hyperborea con carte già imbustate e perfetto.

La regola che ci siamo imposti, con Viking e Redbairon, è quella della ludoteca socialcomunista in comune, se uno dei tre si compra un gioco, gli altri due comprano altro, in modo da evitare doppioni e far girare più titoli, e vai di condivisione.
Devo dire che la rispettiamo abbastanza.

martedì 21 giugno 2016

L'uovo di colombo

C'è stato un tempo in cui sedevamo ai tavolini di un bar e quel centimetro di caffè faceva in tempo a raffreddare nelle nostre tazzine, tanto era di fondamentale importanza discutere degli edifici in pietra di Caylus.
Un tempo in cui la chat whatsapp era una foresta in fiamme di messaggi "Sì, ma se mi lasciami finire", sulla convenienza di certi segnalini legno e stoffa su altri.
Le mezzore corsare che avevamo accampato con le nostre mogli, il tempo di un Campari, si dilatavano pericolosamente verso il divorzio.
Ci addentravamo dentro ogni singola mossa della partita appena trascorsa come avremmo fatto in un dungeon.
E ridevamo, sì, ridevamo degli ammericanbabboy, come si ride oggi di certi adolescenti che portano i jeans calati bassi sul culo con i boxer a vista.
Germanifighetti, facevamo l'autoironia dei negri dei film di hollywood, quando si chiamano fra loro negri.
La nostra costa smeralda era il chiosco dei panini sulla radiale alle 3.00 di notte, e la nostra coca tutte le possibili implicazioni di un ipotetico diverso piazzamento di lavoratore fra il quarto e il quinto turno. Proiezioni mentali più delle seghe. Calcoli da board game theory. Ci riempivamo le mani e ci ingozzavamo di cubetti come nella  fantasia di rimaner chiusi tutta la notte in un supermercato, e svaligiare il banco dei dolciumi.

mercoledì 15 giugno 2016

Gioco dell'Ano 2015 [2° Edizione]



I giochi brutti sono sempre di qualcun altro, come i figli maleducati, i nostri no, mai, al massimo sono vivaci o "sanno farsi le ragioni". Seconda Edizione del contest dal nome osceno e antagonista, col fine di individuare i meno riusciti, i brutti anatroccoli che non diventeranno mai cigni.
Perchè, come detto la volta scorsa, non c'è bellezza senza bruttezza, e alla prospettiva di un mondo fatto solo di board games così così, preferisco il nostro, fatto di alti e bassi, di capolavori e ciofeche immonde, e di tanta roba che sta nel mezzo.
Eccoli, dunque, i mostri usciti dalle loro tane nel 2015.

Luca Sulfureo (giornalista e giurato de Gioco dell’Anno)
Il 2015 è stato un anno strepitoso, secondo me. Una delle annate migliori da tempo, sia per gli hardcore gamers sia per i casual gamers, basta vedere la rosa dei candidati al
Gioco dell’Anno. Ergo, abbiamo giocato a tanta roba bella e schivato abilmente quello che puzzava di sòla – tipo Carcassonne Star Wars, che non ho provato ma che mi suonava appetibile come spaghetti vongole, zola & ribes –. La dilusione per me è stata INSOLITI SOSPETTI, il party games di Paoletto Mori, ovvero Indovina chi 2.0. Collaborativo omeopatico (nel senso che il divertimento è diluito 1 a 100), non mi ha lasciato nessuna voglia di rigiocarlo. Decidere se un ragazzo di 30anni vestito casual ha paura di andare in aereo o se fa le vacanze al mare è - yawn - entusiasmante. Troppe volte la risposta del testimone è stata “Maccheminkia ne so”. Doveva essere un derby con Nome in codice, ma è finito come quando al Milan c’era Sacchi e all’inter Klinsmann.

giovedì 9 giugno 2016

La cucina per il Ludocantropo

Ludo ulula. Castello di burgundy ludu lì.
Siamo Ludocantropi: ci trasformiamo di notte.
Prigionieri in un corpo che non ci appartiene, fuggiamo in cerca di una tana nella quale rannicchiarci.
La cucina è la nostra tana.


Lunedì.
Mi chiede se esiste un modo per recuperare foto e rubrica da un cellulare "In caso di reset accidentale".
"Perchè, l'hai spiantato?" gli chiedo a mo'di pitbull al quale abbiano appena pestato la coda
"Io non ho fatto un bel niente" ci tiene a precisare "Ce l'avevo nella tasca posteriore, e probabilmente camminando deve essersi sbloccato da solo e fatto quella cosa del ripristina le impostazioni di fabbrica".
Ora: il suo cellulare aziendale ha un PIN di 4 cifre, diciamo: 2468.
Significa che, stando alla sua versione, sarebbe inavvertitamente riuscito con le chiappe a digitare su uno schermo touch la sequenza: 2 - 4 - 6 - 8 e poi tener premuto il pulsante SPEGNI, scegliere l'opzione: RIPRISTINA IMPOSTAZIONI DI FABBRICA, e cliccare su ATTENZIONE TUTTI I DATI SARANNO CANCELLATI VUOI PROSEGUIRE -> SI.
Roba che con un peto partiva anche una chiamata al 113.

Il rientro a casa è veloce. Sembra che abbiano imburrato la tangenziale. Le macchine scorrono lubrificate. Sembrano mani che percorrano un collant per arrivare a casa. Si sta bene a casa. Non come il ginocchio.

venerdì 3 giugno 2016

Wasabi sul prossimo Nigiri

Fidarmi di te? L'ultimo wasabi che mi hai rifilato non avrebbe fatto piangere un ragazzino neanche a infilarglielo su per il naso.
Tiri sul prezzo e sono costretto a darti la seconda scelta.
Sei furbo. E spacci un sacco di merda verde.
La merda verde è la terza scelta. Pasta di rafano cinese che brucia e non sa di niente. Costa poco vale poco.
Sentiamo: quanto? Quanto per la prima scelta?
200
Ahahahah hai voglia di scherzare? Cosa sarebbe, cocaina pura?
La cocaina pura non cresce solo alle pendici del monte Fuji, a 1500 metri di altezza. Wasabi Primario. Rarissimo. Lo chiamano il Wasabi di Giada e un tempo era ad uso e consumo del solo Imperatore e dei suoi familiari, e ti tagliavano le mani e i piedi se osavi rubarne una radice.  
Ed è forte?
E' come mangiare Godzilla mentre distrugge Tokyo.

lunedì 30 maggio 2016

Undercover Blogger

Mi chiamo Andrea Dado e sono l'amministratore unico della Dado Critico Entertainment. Sono uno dei più affermati e seguiti blogger ludici del nostro Paese, il mio blog riceve migliaia di visualizzazioni ogni mese, ed ho contatti con tutti i volti noti del panorama ludico italiano.
Ho costruito il mio impero un mattone alla volta e con molta umiltà, partendo dal basso, lavorando con impegno articolo su articolo tutte le settimane.
Attraverso il mio canale Dado Critico mi occupo di divulgazione popolare, e sono noto per le mie battaglie contro i giochi da tavolo di plasticaccia della grande distribuzione, e per l'impegno profuso insieme con la mia onlus BadaLaMente per la tutela e la salvaguardia del Babbano Italiano.

martedì 24 maggio 2016

Rana di primavera

"Il villaggio è stato attaccato da un'orda di barbari. Hai avuto giusto il tempo di prendere con te il bambino e la tua canna da pesca prima che iniziassero a saccheggiare e bruciare tutto.
Sei corso via...."

Comincia così, Above & Below, con una fuga disperata nella notte, con tuo figlio ancora addormentato fra le braccia, e in tasca soltanto la tua paura.
I tuoi piedi sollevano zolle e fili d'erba mentre corri via, mentre le torce dei barbari tirano una bella riga su quello che sei stato.
L'incipit non racconta di nessun cozzare di spade, e la canna da pesca dice tutto il resto: un villaggio pacifico, di pescatori, forse, nessun arma con cui difendersi, solo attrezzi con cui lavorare la terra e spezzarsi la schiena, facile come schiacciare una lumaca sotto la scarpa.
Hai una paura fottuta. Metti un deserto in mezzo fra te e i barbari, prima di fermarti a riprendere fiato. E non ti passa neanche per l'anticamera del cervello di tornare indietro, domani, un giorno, mai.
E andato tutto perso e indietro non si torna.
Bisogna ricominciare. 

martedì 17 maggio 2016

Trattasi di piazzamento prestigiatori

Non perdere mai di vista le sue mani, e ricorda sempre che qualunque cosa dica o faccia, qualunque storiella dell'antica e misteriosa Cina ti racconti, è soltanto un uomo che esegue un trucco.

Sono un'escapologista delle piccole cose, fuggo da luoghi impossibili purchè piccini. Tipo matrimoni dei parenti, saggi di danza delle fidanzate dei miei amici, Ikea qualunque giorno della settimana, e tangenziale di Torino il venerdì uscito dall'ufficio.
La Grande Fuga dalla Tangenziale, incatenato polsi e caviglie fra il Sito e Corso IV Novembre, è un mio grande classico tipo pagoda di Houdinì.
Le macchine si annusano la targa l'un l'altra come cani al parco. Dalla macchina davanti un paio di occhi slavi nello specchietto retrovisore non mi mollano.
"Voglio proprio vedere come fai"
mi sfida Adrian dalla palude del suo scetticismo, senza neanche sbattere le palpebre.

lunedì 16 maggio 2016

[Pillola del giorno dopo] Ark & Noah con mia figlia

Sottovalutata. Come faccio sempre. La modalità "semplice". Con quella strafottenza che la versione veloce o family io neanche perdo tempo a leggerla.
Okay. Molte volte, concedetemelo, si tratta solo di una grezza sforbiciata che taglia malamente regole, tessuto connettivo e godibilità, con l'unico fine di poter scrivere sulla scatola "Anche versione family!"
Per contro c'è da registrare una caparbia e oggettiva ostruzione, da parte mia, in quanto gamer troppo orgoglioso per scendere a scorciatoie.
Ma mi piace sbagliarmi. Quando è in meglio. Quando scopro di avere sulla mensola un gioco che è buono due volte.
E la versione family di Ark & Noah funziona.
Vince con una [bellissima] bambina di 7 anni.

mercoledì 11 maggio 2016

Non è morto a Derry

Il Male poteva avere tante forme.
Per i ragazzi di Derry era stato un clown.
Il clown aveva strappato un braccio al piccolo George attraverso un tombino, e 30 anni dopo il fratellino di George e i suoi amici erano riusciti a ucciderlo.

Ma il Male non era morto. Era morto soltanto il mostro, una delle sue tante rappresentazioni.
Il Male non scende mai in campo di persona.

Il Male tornò, per quel che mi è dato di sapere, 30 anni dopo la sconfitta nei Barren a Derry, in un piccolo appartamento di Torino.

Città già nota per le molte maledizioni, gli obelischi e il Santo Graal sotto la Gran Madre, Torino salutò i primi giorni del 2016 con un inverno stranamente temperato.

Dopo l'estate boccheggiante del 2015, nella quale i ragazzi friggevano le uova sul marciapiede arroventato e i cani si tuffavano fra i getti delle fontane di Piazza Castello, i meteorologi scommettevano su un inverno più rigido di quello record nel 2012, nel quale la benzina si trasformava in granita nei distributori.


mercoledì 4 maggio 2016

18 ore

Mi risveglio in autogrill.
La coppia all'altro tavolo tutta risolini la squarto con lo sguardo, preciso come un samurai: taglio il croissant sospeso a un millimetro dalle sue labbra, schizzando il viso di lei di confettura all'albicocca. Non mi piace il marsupio in pelle The Bridges del marito, gli occhiali di lei da pompinara sì ma schizzinosa, la loro macchina che punta verso il mare mentre la mia verso l'ufficio, e soprattutto che mi stiano fissando.
Dormivo appoggiato al portatovaglioli Segafredo. Sono le 07.00 e tutto va peggio.
Il ricordo del viaggio fin lì mi arriva velato attraverso una garza, potrebbe essere vero o trattarsi di un innesto: con la tecnologia oggi ti fottono e Matrix vuole che io lavori, a 50km da casa mia alle 07.00 del mattino può essere solo la matrice: vuole che io produca, che mi trasformi in una pila.

giovedì 28 aprile 2016

Fuguchinko No Go: gioca o muori

La scimmia ha visto il barattolo nel quale raccolgo gli spicci. Si arrampica sulla mensola, lo prende e comincia a sbatterlo sul pavimento. Un rumore lancinante di metallo e vetro. Il barattolo è la mia testa, o lo è il pavimento, uno dei due.
Apro gli occhi. Mi sveglio nel vomito. Il mio. Sul pavimento della mia cucina. Ghiacciato.
Mi tiro su. Secondo il dvd appoggiato al televisore, mi hanno appena fregato.

Lo infilo nel lettore.
PLAY
.
Prima nevischio. Poi compare il giapponese. L'emicrania mi complica il nome, già complicato di suo, ma lo conosco.
E' seduto nella mia cucina. Con uno stivale appoggiato sulla mia schiena. Ho una brutta cera, in video.
Mostra alla telecamera una siringa e dove me l'ha affondata, alla base della nuca, un puntino rosso.
Mi spiega che non dovevo provare a fregare Mr.Wallover, e che mi ha iniettato il Fuguchinko No Go.
Prova a spiegarmelo nel suo italiano al nastro all you can eat, ma capisco solo Pachinko, Batraco-Tossina e Droga Sintetica.

martedì 26 aprile 2016

Alone


Schiavo dell'imprinting con la Wizard of the Coast, del quale mi libererei volentieri se solo potessi spezzarne le catene, improbabile maciste del mio dna. Ma le catene rinnovano gli anelli per resistere alla fiamma ossidrica e alle pinze tagliabulloni, prendono la forma della catena di una bicicletta con le mollette nei raggi, quando sei un bambino, ammorbidiscono in una coppa C di Intimissimi, da adolescente, e a 40 anni ti ritrovi schiavo del Vampiro di Sengir. E poi passi ai cubetti risorse, ai segnalini risorse, perchè le dipendenze per restare tali devono avere un progress, lento ma inesorabile; nessuno imbocca il tunnel dell'azzardo infilando per prima una banconota da 100€ nella slot machine, nessuno riempie lo stantuffo della siringa fino all'orlo alla sua prima vena, e nessuno passa da Monopoli a Wir Sind Das Volk.
Passetti. Che diventano zompi. Che diventi zombie.
Ma resti debole alla nostalgia per quei giochi che ti hanno accompagnato mano nella mano fin sul bordo del baratro, che ti hanno (ahahah!) fatto scoprire un mondo. Kryptonite buona, la chiami, frizionandoti le gengive con un Cave Goblin di Summoner Wars solo per uso terapeutico, per lenire il dolore delle dacci oggi le nostre frustrazioni quotidiane, e almanaccando che comunque il glutammato fa più male.

martedì 19 aprile 2016

su Blue Moon e Blue Moon Legends (in the moonlight shadow)

Romics 2016. Un esponente di Casa Pound getta della Coca Cola su uno stand di fumetti, col chiaro intento di danneggiare il fumetto satirico "Quando c'era Lvi".
Per essere sicuro di fare proprio un lavoro coi fiocchi, registra tutto con un telefonino, e poi carica il video sul suo profilo facebook.
E' un attimo e il video diventa virale sul web diffondendosi a macchia d'olio (di ricino), con migliaia di condivisioni e in caduta centinaia di migliaia di visualizzazioni e messaggi di solidarietà ai tre disegnatori del fumetto.
La notizia viene battuta dal Messaggero, Corriere della Sera, Repubblica, Fatto Quotidiano, e decine di media minori, con una pubblicità al piccolo fumetto che non ha precedenti.


Ragazzi: io ci vedo una grossa opportunità, e dico davvero.
Facciamolo anche noi con i giochi da tavolo!
Spargiamo voce che Aquasphere è un gioco a favore delle trivelle a 12 miglia dalla costa con concessioni a vita e anzi la possibilità di trivellare pure sul bagnasciuga di Riccione, e vediamo quello che succede.
Prima della prossima PLAY: pompiamo la notizia che la Fornero sostiene Ora et Labora e l'innalzamento dell'età pensionabile a 80 anni, che Schettino prende le royalty su Concordia, che Ark&Noah è un gioco che copre i preti pedofili, e che Coloretto è un gioco razzista contro i negri.